Questa lezione ripercorre il Seicento italiano, con particolare attenzione alla poetica barocca e alla prosa scientifica di Galileo Galilei, temi ricorrenti nella prima prova e nel colloquio dell'esame di Stato dei licei. Il percorso parte dal clima culturale della Controriforma, che influenzò profondamente la letteratura e la scienza del secolo, per poi analizzare i tratti distintivi del Barocco: la meraviglia, teorizzata da Giovan Battista Marino come fine ultimo della poesia ("è del poeta il fin la meraviglia"), l'ingegno come facoltà di scoprire nessi originali tra concetti distanti, e il concettismo, lo stile fondato su metafore ingegnose e accostamenti sorprendenti che caratterizza il marinismo.
Il quiz esplora anche le forme teatrali del secolo, in particolare la Commedia dell'Arte, basata sull'improvvisazione di attori professionisti su canovacci e sull'uso di maschere fisse, e la lirica barocca, con la sua predilezione per temi insoliti, bizzarri e per un virtuosismo formale raffinato.
Ampio spazio è dedicato a Galileo Galilei come prosatore: la sua scrittura scientifica, caratterizzata da chiarezza espositiva, precisione terminologica e dall'uso del volgare per rendere la scienza accessibile a un pubblico più ampio, distanziandosi nettamente dall'oscurità concettista barocca. Si approfondisce Il Saggiatore, l'opera in cui Galileo difende con vigore il metodo sperimentale e critica il dogmatismo aristotelico, e le celebri Considerazioni al Tasso, in cui il rimprovero all'autore della Gerusalemme liberata riguarda proprio la mancanza di coerenza logica e l'eccesso di elementi fantastici, in favore della maggiore razionalità di Ariosto.
Il percorso si conclude con il processo del 1633, l'evento che segnò la frattura dolorosa tra scienza e autorità religiosa: costretto ad abiurare le tesi eliocentriche, Galileo fu condannato al confino domiciliare per il resto della vita. Le flashcard allegate fissano concetti, opere e definizioni chiave, strumenti utili per il ripasso in vista dell'orale e della prima prova scritta.
Nel Seicento, segnato dalla Controriforma, la poetica barocca di Giovan Battista Marino teorizza la meraviglia come fine della poesia, attraverso concettismo e ingegno. Galileo Galilei, al contrario, sviluppa una prosa scientifica chiara e razionale, in volgare, per difendere il metodo sperimentale ne Il Saggiatore e criticare l'incoerenza fantastica del Tasso nelle Considerazioni al Tasso. Il processo del 1633 lo costrinse ad abiurare le tesi eliocentriche e a subire il confino domiciliare, segnando il conflitto tra nuova scienza e autorità ecclesiastica.
Quale tra le seguenti affermazioni definisce correttamente il concetto di 'meraviglia' nella poetica di Giovan Battista Marino?
La meraviglia è il fine ultimo della poesia, capace di stupire il lettore attraverso l'ingegno.
Per Marino, la funzione principale della poesia è suscitare stupore nel lettore, utilizzando l'ingegno per creare accostamenti inaspettati.
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