Il Rinascimento non nasce dal nulla né si spiega con il solo talento individuale: nasce in un contesto preciso, fatto di città-stato ricche, di committenti disposti a pagare e di una riscoperta sistematica dei testi antichi. Questa lezione ricostruisce quel contesto e ne segue lo sviluppo lungo il Quattrocento e il primo Cinquecento.
Il punto di partenza è l'Umanesimo: Petrarca come precursore per la sua ricerca dei manoscritti classici, poi Poliziano e Pico della Mirandola, il cui De hominis dignitate resta il testo che meglio esprime la centralità dell'uomo nel pensiero umanistico. Segue il mecenatismo mediceo a Firenze, da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico — non generosità privata, ma strumento di prestigio e di potere politico.
Sul versante artistico la lezione distingue con precisione i contributi. Brunelleschi per la teorizzazione della prospettiva lineare e per la cupola di Santa Maria del Fiore; Masaccio nella pittura e Donatello nella scultura come pionieri del realismo del primo Quattrocento; poi la triade del Rinascimento maturo — Leonardo, Michelangelo e Raffaello — e la Roma dei papi, con Giulio II committente della volta della Cappella Sistina. Venezia e la pittura veneta di Tiziano completano il quadro geografico.
La dimensione politica non è un corollario. La Pace di Lodi del 1454 inaugura la politica dell'equilibrio tra gli stati regionali italiani, quella stabilità relativa entro cui il Rinascimento prospera. La discesa di Carlo VIII nel 1494 apre le Guerre d'Italia e il Sacco di Roma del 1527 chiude simbolicamente l'età dell'oro romana. Tra i due estremi si colloca Machiavelli, con Il Principe e l'autonomia della politica dalla morale religiosa — il passaggio concettuale più importante e più frainteso del periodo.
Chiude la stampa a caratteri mobili di Gutenberg, che rese possibile una circolazione dei testi classici senza precedenti.
Dodici domande a risposta singola e multipla, ciascuna autonoma e con spiegazione motivata, più un mazzo di dodici carte per fissare date, nomi e concetti. Livello Maturità.
Il Rinascimento italiano si sviluppa tra XV e XVI secolo nelle città-stato della penisola. L'Umanesimo, di cui Petrarca è considerato precursore, riscopre i testi classici; Pico della Mirandola ne esprime lo spirito nel De hominis dignitate. A Firenze i Medici, da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico, esercitano un mecenatismo che è anche strumento politico. Brunelleschi teorizza la prospettiva lineare e costruisce la cupola di Santa Maria del Fiore; Masaccio e Donatello introducono il realismo nelle arti figurative; Leonardo, Michelangelo e Raffaello costituiscono la triade del Rinascimento maturo, con Giulio II committente della Cappella Sistina. La Pace di Lodi del 1454 inaugura la politica dell'equilibrio; la discesa di Carlo VIII nel 1494 apre le Guerre d'Italia e il Sacco di Roma del 1527 chiude l'epoca d'oro romana. Machiavelli, ne Il Principe, rivendica l'autonomia della politica dalla morale religiosa. La stampa a caratteri mobili permette una circolazione senza precedenti dei testi. (Nota: lezione generata a partire da una traccia tematica, senza documento sorgente allegato; i contenuti sono stati verificati sulla base di conoscenze storiche generali.)
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