Giacomo Leopardi è uno dei poeti che si incontrano quasi sempre in terza media, e due sue poesie, L'infinito e Il sabato del villaggio, sono tra le più lette nella scuola secondaria di primo grado. Questo materiale ti aiuta a conoscerle bene e a parlarne con parole tue, per esempio durante il colloquio dell'esame di terza media.
Si comincia dalla vita: la nascita a Recanati nel 1798, gli anni di studio «matto e disperatissimo» nella biblioteca del padre, la salute fragile, i viaggi e la morte a Napoli nel 1837. Vedi poi in che cosa consiste il suo pessimismo: l'uomo desidera una felicità infinita, ma la realtà gli offre soltanto piaceri limitati; la natura, che all'inizio Leopardi considera una madre che consola gli uomini con le illusioni, diventa poi una «matrigna» indifferente al loro dolore. Le poesie sono raccolte nei Canti.
L'infinito, del 1819, è un idillio di quindici endecasillabi sciolti. Ti soffermi sulle sue immagini: la siepe che nasconde l'orizzonte e proprio per questo libera l'immaginazione, gli spazi e i silenzi infiniti che il poeta si figura, il vento che lo porta a pensare all'eternità, al passato e al presente, e il naufragio finale, dolce perché il pensiero si perde nell'immensità.
Il sabato del villaggio, del 1829, racconta la vigilia della festa in un piccolo paese: la donzelletta che torna dai campi con un mazzolino di fiori, la vecchierella che fila e ricorda la giovinezza, i fanciulli che giocano, il legnaiuolo che lavora fino a notte. Il sabato, pieno di speranza, è più bello della domenica, che porta noia; nel finale la giovinezza del garzoncello è paragonata a questo giorno di attesa. Alcuni versi delle due poesie, che sono di pubblico dominio, sono riportati negli esercizi.
Puoi lavorare in quattro modi. Il quiz propone domande a risposta singola sulle immagini, i personaggi e il significato delle poesie, con la spiegazione di ogni risposta. Le flashcard fissano date, opere e parole chiave. Il colloquio orale simula un'interrogazione: un esaminatore ti fa una domanda alla volta e alla fine ti dice che cosa sai bene e che cosa ripassare. Il compito scritto contiene otto domande aperte da svolgere a mano su un foglio stampabile, tra cui la parafrasi e il commento di alcuni versi.
Il materiale è un'esercitazione indipendente: non sostituisce l'antologia né le indicazioni del tuo insegnante e non garantisce alcun risultato all'esame, ma ti aiuta a capire e a esporre la poesia di Leopardi.
Materiale di esercitazione elaborato da Zestly. I versi citati sono tratti dai Canti di Giacomo Leopardi (testo di pubblico dominio).
Come definisce Leopardi il suo intenso periodo di studi nella biblioteca paterna?
Studio matto e disperatissimo
Leopardi descrive i suoi anni di studio intensivo nella biblioteca del padre come uno studio matto e disperatissimo, che compromise la sua salute.