L'empirismo inglese: Locke, Berkeley e Hume

Questa lezione presenta l'empirismo inglese, la corrente filosofica che, in contrapposizione al razionalismo continentale, sostiene che ogni conoscenza deriva dall'esperienza sensibile. Si parte da John Locke e dal suo Saggio sull'intelletto umano: la celebre immagine della mente come "tabula rasa", priva di idee innate, e la distinzione tra qualità primarie (oggettive e inerenti agli oggetti, come estensione e figura) e qualità secondarie (soggettive, dipendenti dai nostri sensi, come colore e sapore).

Si prosegue con George Berkeley e il suo immaterialismo, sintetizzato nella formula "esse est percipi" — l'esistenza di un oggetto consiste unicamente nel suo essere percepito da una mente — che porta Berkeley a negare l'esistenza della materia come sostanza indipendente. Nel suo sistema, Dio svolge un ruolo cruciale come percipiente infinito, che garantisce la stabilità e la continuità delle cose anche quando nessun essere umano le sta osservando.

Il nucleo più importante della lezione è dedicato a David Hume, che porta l'empirismo alle sue estreme conseguenze scettiche: la critica alla causalità, ridotta a una semplice abitudine psicologica basata sulla ripetizione di eventi, non a una connessione logica necessaria; la critica all'io, descritto come un "fascio di percezioni" in continuo mutamento, non una sostanza unitaria; il celebre problema dell'induzione, ovvero l'impossibilità di giustificare logicamente che il futuro sarà simile al passato; e l'inversione del rapporto tradizionale tra ragione e passioni, con la ragione descritta come "schiava delle passioni". Si conclude con lo scetticismo mitigato di Hume, che pur riconoscendo i limiti della ragione accetta le credenze necessarie alla vita pratica, e con il suo ruolo decisivo nel risvegliare Kant dal "sonno dogmatico".

Il quiz propone dieci domande a risposta singola con spiegazione, pensate per il ripasso in vista dell'esame di Stato dei licei, insieme a dodici flashcard sui concetti chiave dell'empirismo inglese.

  • Spiegare la teoria lockiana della tabula rasa e la distinzione tra qualità primarie e secondarie
  • Comprendere l'immaterialismo di Berkeley e il principio 'esse est percipi'
  • Descrivere il ruolo di Dio come garante della continuità delle cose in Berkeley
  • Illustrare la critica humeana alla causalità e la sua riduzione ad abitudine
  • Spiegare la concezione humeana dell'io come fascio di percezioni
  • Comprendere il problema dell'induzione e l'influenza di Hume su Kant

Percorso sull'empirismo inglese per il programma di filosofia del liceo: Locke (tabula rasa, qualità primarie e secondarie), Berkeley (immaterialismo, esse est percipi) e Hume (critica alla causalità, l'io come fascio di percezioni, il problema dell'induzione).

Esempio di domanda

Secondo John Locke, quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la sua posizione sulle idee innate?

Vedi la risposta

La mente umana alla nascita è una tabula rasa e ogni conoscenza deriva esclusivamente dall'esperienza.

Locke sostiene nel 'Saggio sull'intelletto umano' che la mente è inizialmente una 'tabula rasa', negando l'esistenza di idee innate e affermando che tutta la conoscenza proviene dall'esperienza.

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