Le completive, le finali e le consecutive

Le proposizioni completive, finali e consecutive condividono in latino gli stessi connettivi (soprattutto ut e ne), il che le rende facilmente confondibili se non se ne conosce a fondo la logica sintattica. Il quiz è costruito proprio per allenare questa capacità di discriminazione. Si parte dai verba timendi (verbi di timore) come timeo, che reggono una completiva introdotta da ne quando si teme che qualcosa accada e da ut (o ne non) quando si teme che qualcosa non accada — un'inversione logica della negazione che è tra le trappole più classiche del programma. Si passa poi alle consecutive, riconoscibili dalla presenza nella reggente di un correlativo come tam, tantus o adeo (Tam fortis erat ut vinceret, Tantus erat terror ut omnes fugerent), e alle interrogative indirette, introdotte da un pronome o avverbio interrogativo dipendente da verbi come rogo o nescio. Le proposizioni finali sono trattate sia nella forma standard con ut/ne, sia nel caso speciale in cui la finale contiene un comparativo: in quel contesto ut viene sostituito da quo (Venio quo facilius te videam). Il quiz affronta anche la distinzione tra completive volitive, rette da verba voluntatis come hortor, e completive di fatto (oggettive), rette da verbi impersonali come accidit. Le dodici flashcard riassumono in modo sistematico le categorie di verbi reggenti e i connettivi corrispondenti. Un ripasso pensato per chi deve orientarsi nella sintassi del periodo latino in vista della seconda prova scritta della maturità classica.

  • Distinguere le completive volitive (verba voluntatis) dalle completive di fatto (verbi impersonali)
  • Riconoscere la costruzione speciale dei verba timendi (ne = che, ut/ne non = che non)
  • Identificare le proposizioni consecutive dai correlativi tam, tantus, adeo nella reggente
  • Riconoscere le interrogative indirette e i loro verbi reggenti
  • Usare quo al posto di ut nelle finali in presenza di un comparativo

Ripasso delle proposizioni completive (volitive e di fatto), interrogative indirette, finali (con la variante quo + comparativo) e consecutive (con tam, tantus, adeo), inclusa la costruzione particolare dei verba timendi.

Esempio di domanda

Analizza la proposizione subordinata nella frase: 'Timeo ne veniat'. Qual è la funzione sintattica di 'ne veniat'?

Vedi la risposta

Completiva volitiva (verbum timendi)

I verba timendi reggono una completiva introdotta da 'ne' (se si teme che accada) o 'ut'/'ne non' (se si teme che non accada). In questo caso, 'ne' introduce una completiva oggettiva legata al timore.

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