Eschilo, Sofocle ed Euripide sono gli unici tragici greci di cui ci siano giunte tragedie intere, e all'ultimo anno del liceo classico si studiano non solo come nomi di un manuale ma come tre modi diversi di pensare il rapporto tra uomo, dèi e città. Questo materiale ti aiuta a collegare ogni autore alle sue opere e ogni opera alla sua idea di fondo. Di Eschilo si lavora sui Persiani del 472 a.C., l'unica tragedia conservata di argomento storico, in cui la sconfitta di Salamina è raccontata dalla corte di Serse come punizione della hybris; sul Prometeo incatenato, tramandato sotto il suo nome ma di paternità discussa; soprattutto sull'Orestea, la trilogia del 458 a.C. che porta dalla catena di vendette degli Atridi alla fondazione del tribunale dell'Areopago, con il principio del πάθει μάθος, l'apprendimento attraverso il dolore. Di Sofocle si ripercorrono l'Antigone, con il conflitto tra il decreto di Creonte e le leggi non scritte degli dèi, l'Edipo re e la sua ironia tragica, l'Aiace e il Filottete, che mostrano l'eroe isolato e intransigente, e l'Edipo a Colono, rappresentato dopo la morte dell'autore. Di Euripide si affrontano Medea, Ippolito, Troiane e Baccanti: la vendetta di una donna straniera tradita, la passione di Fedra e la maledizione di Teseo, la guerra vista dalle prigioniere troiane, la punizione di Penteo che rifiuta Dioniso. Accanto alle trame trovi gli strumenti per parlarne: il prologo espositivo, il deus ex machina, il giudizio di Aristotele nella Poetica sui due tragici più giovani, il legame di Euripide con il pensiero dei sofisti. Puoi esercitarti in più modi: un quiz a risposta singola con una spiegazione per ogni domanda, un mazzo di flashcard per fissare opere, date e concetti chiave, un colloquio orale con un esaminatore che ti fa una domanda alla volta e ti chiede di argomentare, e un compito scritto da stampare, svolgere a mano e fotografare, con domande aperte di confronto tra gli autori. Le citazioni greche sono parole brevi dell'originale, le traduzioni e le parafrasi sono scritte apposta. Il materiale è pensato come ripasso per il colloquio e per il commento ai testi del liceo classico: non sostituisce la lettura delle tragedie, ma ti dà una mappa ordinata per riconoscere che cosa distingue ciascun autore e per spiegarlo con esempi precisi.
Materiale di esercitazione elaborato da Zestly. Le parole greche citate sono tratte dagli originali antichi; parafrasi e traduzioni sono originali.
Che cosa rende i Persiani di Eschilo (472 a.C.) un caso unico tra le tragedie greche giunte fino a noi?
Mettono in scena un fatto storico recente, la sconfitta persiana di Salamina, invece di un mito.
La tragedia attingeva di norma al mito; i Persiani, rappresentati otto anni dopo Salamina (480 a.C.), sono l'unica tragedia conservata di argomento storico contemporaneo. La sconfitta è vista dalla corte persiana come punizione della hybris di Serse. Il coro c'è (gli anziani persiani) e il testo è in versi.