Questa lezione ripercorre la filosofia scolastica medievale, nata nelle università sorte a partire dal XII secolo come centri del metodo dialettico e della disputa accademica. Il filo conduttore è il dibattito sugli universali: da un lato il realismo, secondo cui i concetti generali (i generi e le specie) hanno una realtà ontologica propria e indipendente dalle cose particolari; dall'altro il nominalismo, che li riduce a semplici nomi. Tra le due posizioni si colloca il concettualismo di Abelardo, autore del Sic et non, secondo cui gli universali sono concetti mentali che colgono comunque un aspetto reale e comune degli individui.
Si presenta l'argomento ontologico di Anselmo d'Aosta, esposto nel Proslogion: una prova a priori dell'esistenza di Dio basata sul concetto stesso di un essere di cui non si può pensare nulla di maggiore. Con la riscoperta di Aristotele si affronta la tesi averroista della "doppia verità", secondo cui una proposizione può essere vera per la filosofia e falsa per la teologia. Il cuore della lezione è dedicato a Tommaso d'Aquino e alla sua Summa theologiae: l'armonia tra fede e ragione (la ragione, autonoma, viene completata e perfezionata dalla fede), le cinque vie come prove a posteriori dell'esistenza di Dio, e la distinzione metafisica tra essenza (ciò che una cosa è) ed essere (l'atto che la pone in esistenza), che in Dio soltanto coincidono.
Si esaminano poi due figure che segnano la crisi della sintesi tomista: Duns Scoto, con il concetto di haecceitas, il principio di individuazione che rende ogni ente unico e irripetibile, e Guglielmo di Ockham, celebre per il "rasoio" — il principio metodologico secondo cui non bisogna moltiplicare inutilmente gli enti nelle spiegazioni — e per la separazione tra fede e ragione, da cui derivano importanti conseguenze politiche: l'autonomia del potere civile rispetto all'autorità ecclesiastica.
Il quiz propone dieci domande a risposta singola con spiegazione, pensate per il ripasso in vista dell'esame di Stato dei licei, insieme a dodici flashcard sui termini tecnici della filosofia scolastica.
Percorso sulla scolastica per il programma di filosofia del liceo: il dibattito sugli universali, l'argomento ontologico di Anselmo, la sintesi di Tommaso d'Aquino (fede e ragione, le cinque vie, essenza ed essere) e la crisi scolastica con Duns Scoto e Ockham.
Quale ruolo hanno giocato le università medievali nello sviluppo della Scolastica?
Sono state i centri propulsori del metodo dialettico e della riscoperta dei testi classici.
Le università medievali, nate nel XII secolo, divennero i luoghi privilegiati per la disputa accademica e l'analisi critica dei testi, facilitando l'integrazione tra fede e ragione.
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