La commedia greca cambia profondamente nel giro di un secolo, e seguire questo cambiamento significa seguire la storia di Atene. Questo materiale mette a confronto i due autori che lo rappresentano meglio: Aristofane, voce della commedia antica negli anni della guerra del Peloponneso, e Menandro, protagonista della commedia nuova nell'Atene di fine IV secolo a.C., ormai sotto il controllo macedone. Di Aristofane si ripercorrono le trame delle commedie più studiate e il loro bersaglio: la pace privata di Diceopoli negli Acarnesi, Cleone ridotto a servo adulatore nei Cavalieri, Socrate e il suo pensatoio nelle Nuvole, la città degli uccelli negli Uccelli, lo sciopero delle donne nella Lisistrata, la discesa di Dioniso nell'Ade e l'agone tra Eschilo ed Euripide nelle Rane. Si mette in luce che cosa rende antica questa commedia: la satira politica che colpisce per nome uomini reali, la fantasia che costruisce mondi impossibili, la discussione aperta delle scelte della città. Di Menandro si studiano il Dyskolos, con il vecchio misantropo Cnemone, e la sorprendente storia della sua riscoperta attraverso un papiro pubblicato nel 1958, accanto a Samia ed Epitrepontes; si vede come la commedia nuova si sposti sulle vicende private delle famiglie, con amori contrastati, equivoci e agnizioni governati dalla Tyche, con personaggi tipici e un coro ridotto a semplici intermezzi tra gli atti. Infine si segue l'eredità di Menandro nella commedia latina di Plauto e Terenzio. Puoi esercitarti con un quiz a risposta singola sulle trame e sui caratteri dei due tipi di commedia, con un mazzo di flashcard per fissare titoli, date e concetti, con un colloquio orale in cui un esaminatore ti fa una domanda alla volta e ti chiede di argomentare, e con un compito scritto da stampare, svolgere a mano e fotografare, con domande aperte di analisi e di confronto. Il materiale è pensato per il ripasso della letteratura greca all'ultimo anno del liceo classico e per il colloquio, e completa lo studio del teatro tragico con l'altra metà della scena ateniese.
Materiale di esercitazione elaborato da Zestly.
Nelle Nuvole di Aristofane (423 a.C.), perché il vecchio Strepsiade si rivolge al «pensatoio» di Socrate?
Per imparare, o far imparare al figlio Fidippide, i ragionamenti che permettono di non pagare i debiti
Strepsiade è rovinato dai debiti contratti per la passione del figlio per i cavalli e spera che nel pensatoio si impari il discorso capace di far vincere le cause ingiuste. Aristofane presenta Socrate come un sofista, mettendo in ridicolo la nuova educazione; il finale è l'incendio del pensatoio.