Nell'Atene democratica la parola è potere: in assemblea si decide la politica della città, in tribunale ogni cittadino deve difendersi o accusare di persona davanti a giurie numerose. Da questa realtà nasce l'oratoria attica, che all'ultimo anno del liceo classico si studia attraverso due autori molto diversi, Lisia e Demostene. Questo materiale parte dagli strumenti: i tre generi oratori distinti da Aristotele nella Retorica, giudiziario, deliberativo ed epidittico, ciascuno con il suo luogo, il suo tempo e il suo fine; la figura del logografo, che scrive a pagamento discorsi che il cliente pronuncerà in prima persona; le parti dell'orazione, dal proemio alla narrazione, dall'argomentazione all'epilogo. Si passa poi a Lisia, meteco di famiglia siracusana, colpito dal regime dei Trenta che nel 404 a.C. fece uccidere il fratello Polemarco: la Contro Eratostene, l'accusa che pronunciò di persona, l'orazione Per l'uccisione di Eratostene, con il marito tradito che rivendica la legittimità del suo gesto, il discorso Per l'invalido, e soprattutto l'etopea, l'arte di dare a ogni cliente la sua voce, con uno stile semplice e attico puro. Di Demostene si ripercorrono la lotta contro Filippo II di Macedonia, le Olintiache per il soccorso di Olinto, la sconfitta di Cheronea nel 338 a.C., il processo Sulla corona del 330 in cui difende tutta la sua politica contro Eschine, e la morte a Calauria nel 322. Un cenno è dedicato a Isocrate e al Panegirico, esempio di oratoria epidittica destinata alla lettura. Puoi esercitarti con un quiz a risposta singola con spiegazioni, con un mazzo di flashcard su generi, opere e termini tecnici, con un colloquio orale in cui un esaminatore ti chiede una cosa alla volta e ti invita ad argomentare, e con un compito scritto da stampare, svolgere a mano e fotografare, con domande aperte di analisi e confronto. Il materiale è pensato per il ripasso della letteratura greca al liceo classico e per il colloquio, e ti aiuta a collegare i testi oratori alla storia di Atene tra la fine del V e il IV secolo a.C.
Materiale di esercitazione elaborato da Zestly.
Secondo la Retorica di Aristotele, quale genere oratorio riguarda il futuro e ha come fine l'utile o il dannoso?
Il genere deliberativo
Aristotele distingue tre generi: giudiziario (in tribunale, sul passato, fine il giusto e l'ingiusto), deliberativo (in assemblea, sul futuro, fine l'utile e il dannoso) ed epidittico (nelle celebrazioni, sul presente, fine il bello e il brutto, cioè lode e biasimo). Il genere epistolare non fa parte della triade.