Wittgenstein e il neopositivismo

Questo materiale è dedicato alla svolta linguistica della filosofia del Novecento: Ludwig Wittgenstein, nelle due fasi del suo pensiero, e il neopositivismo del Circolo di Vienna. È pensato per l'ultimo anno di liceo e aiuta a preparare il colloquio dell'esame di maturità con un lessico preciso e con esempi concreti, utili anche per collegamenti con la logica, la matematica e la storia della scienza.

La prima parte riguarda il Tractatus logico-philosophicus: il mondo come totalità dei fatti e non delle cose, i fatti atomici e le proposizioni elementari, la proposizione come immagine logica del fatto, le proposizioni della logica come tautologie che non dicono nulla sul mondo. Vedrai poi il confine tra ciò che si può dire e ciò che si può solo mostrare, il posto dell'etica e del senso della vita oltre questo confine, l'immagine della scala da gettare dopo esserci saliti e la conclusione che invita al silenzio.

La seconda parte è dedicata al Circolo di Vienna, con Schlick, Carnap e Neurath: l'empirismo logico, il principio di verificazione come criterio di significato, la distinzione tra enunciati analitici e sintetici, la condanna della metafisica come insieme di pseudo-proposizioni, gli enunciati protocollari e il progetto di una scienza unificata. Ti eserciterai a classificare enunciati concreti come analitici, sintetici o privi di senso secondo i criteri neopositivisti.

La terza parte presenta il secondo Wittgenstein delle Ricerche filosofiche, pubblicate dopo la sua morte: la critica al Tractatus, il significato come uso, le somiglianze di famiglia con l'esempio della parola «gioco», le forme di vita, l'argomento contro il linguaggio privato e la filosofia intesa come terapia che scioglie i fraintendimenti del linguaggio.

Il materiale offre un quiz a risposta singola, un mazzo di flashcard con i concetti chiave, un colloquio orale simulato in cui un esaminatore ti fa una domanda alla volta e alla fine ti dà un riscontro sui punti forti e sulle lacune, e un compito scritto di otto domande aperte da svolgere a mano, con risposte di riferimento e punti chiave. Le tesi degli autori sono spiegate con parole proprie, senza brani delle traduzioni italiane, e le domande sono originali. È adatto a chi vuole andare oltre le definizioni generali e allenarsi a usare i concetti su esempi.

  • Spiegare l'ontologia dei fatti e la teoria raffigurativa del Tractatus
  • Distinguere ciò che si può dire da ciò che si mostra e spiegare l'immagine della scala
  • Applicare il principio di verificazione e classificare enunciati come analitici, sintetici o privi di senso
  • Illustrare il significato come uso, le somiglianze di famiglia e l'argomento contro il linguaggio privato
  • Confrontare il primo e il secondo Wittgenstein e il loro rapporto con il neopositivismo

Materiale di esercitazione elaborato da Zestly. Le idee degli autori sono esposte con parole proprie.

Esempio di domanda

All'inizio del Tractatus Wittgenstein sostiene che il mondo è la totalità dei fatti e non delle cose. Che cosa significa?

Vedi la risposta

Che il mondo è fatto di stati di cose, cioè di oggetti collegati tra loro in un certo modo, e che solo questi collegamenti possono essere descritti dal linguaggio.

Per il primo Wittgenstein ciò che accade non sono le cose prese da sole, ma le loro connessioni: gli stati di cose (fatti atomici). A ogni fatto atomico corrisponde una proposizione elementare che lo raffigura; il mondo è l'insieme dei fatti che sussistono.

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