Questa lezione ripercorre la vita e l'opera di Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, con particolare attenzione al suo capolavoro La coscienza di Zeno, argomento centrale della prima prova e del colloquio dell'esame di maturità. Il percorso parte dalla vita dell'autore, impiegato per quasi vent'anni in una banca triestina e poi dirigente nell'azienda di vernici del suocero, e dal decisivo incontro con James Joyce, che insegnava inglese a Trieste e fu il primo a riconoscere e promuovere internazionalmente il valore letterario dei suoi romanzi.
Si analizza la figura dell'inetto, protagonista ricorrente della narrativa sveviana (già presente in Una vita e Senilità), caratterizzato da una profonda incapacità di adattarsi alla vita pratica e da una scissione tra pensiero e azione che lo rende estraneo al mondo borghese. Il quiz guida lo studente attraverso la struttura de La coscienza di Zeno: le memorie scritte da Zeno Cosini su richiesta del suo psicanalista, pubblicate da quest'ultimo per vendetta professionale dopo l'interruzione della terapia, un espediente narrativo che rende il racconto volutamente inattendibile e ironico.
Ampio spazio è dedicato ai temi centrali del romanzo: il fumo, metafora del costante autoinganno di Zeno e del suo fallimentare tentativo di esercitare la volontà; la morte del padre, culminata nello schiaffo interpretato da Zeno come giudizio sulla propria inettitudine; il matrimonio con Augusta, che incarna la salute e l'equilibrio borghese in netto contrasto con Zeno, e la relazione con l'amante Carla, che ne rivela l'ipocrisia e l'ambiguità morale.
Si approfondisce inoltre la concezione sveviana della malattia, vissuta da Zeno non come condizione clinica ma come categoria esistenziale che lo distingue dalla "salute" mediocre degli altri, e l'influsso di Sigmund Freud sulla visione della psiche umana, rielaborata da Svevo in chiave ironica e critica. Il percorso si conclude richiamando la prosa anti-retorica, asciutta e priva di ornamenti, e il ruolo di Trieste come crocevia culturale mitteleuropeo fondamentale per la formazione dell'autore. Le flashcard allegate fissano opere, personaggi e concetti chiave, strumenti utili per il ripasso in vista dell'orale.
Italo Svevo, impiegato bancario triestino sostenuto da James Joyce, crea in Zeno Cosini l'emblema dell'inetto novecentesco. La coscienza di Zeno si presenta come memoria scritta per uno psicanalista, pubblicata per vendetta, e affronta temi come il fumo, la morte del padre, il matrimonio con Augusta e la relazione con Carla. Zeno interpreta la propria malattia come condizione esistenziale, in un romanzo influenzato dalla psicanalisi di Freud e scritto con la prosa anti-retorica tipica di Svevo, figlio della Trieste mitteleuropea.
Quale fu il ruolo professionale principale di Ettore Schmitz prima del successo letterario?
Impiegato in una banca
Ettore Schmitz, noto con lo pseudonimo di Italo Svevo, lavorò per quasi vent'anni (1880-1899) come impiegato presso la filiale triestina della Unionbank, prima di entrare nella ditta di vernici del suocero; per tutta la vita conciliò il lavoro con la scrittura.
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